Il Museo delle Civiltà Svela la Verità delle Favole nella Storia Popolare Italiana

Il Museo delle Civiltà di Roma, con la sua mostra intitolata “Le favole sono vere”, si impegna a rivelare la profonda essenza della storia popolare italiana. Questa iniziativa, che mira a rendere fruibili a tutti collezioni etnografiche talvolta trascurate, dagli ex voto agli strumenti agricoli, dai giocattoli agli amuleti, intende ricomporre il mosaico delle tradizioni vissute. L'esposizione si propone come un viaggio inclusivo e plurale, dove memoria e attualità si fondono, invitando i visitatori a una riflessione sul ruolo del patrimonio culturale nella società odierna, seguendo l'ispirazione dello scrittore Italo Calvino, che vedeva nelle fiabe una chiave per interpretare il mondo.

Il Museo delle Civiltà di Roma Rivela l'Anima della Storia Popolare Italiana con la Mostra \"Le Favole Sono Vere\"

A partire dal 29 luglio 2025, il Museo delle Civiltà (MUCIV) di Roma ha inaugurato un'esposizione straordinaria intitolata \"Le favole sono vere\". L'iniziativa, promossa nel Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari – la cui costruzione risale al periodo tra il 1938 e il 1942 – ha l'obiettivo di riscoprire e valorizzare un vasto patrimonio di collezioni etnografiche italiane, rimaste a lungo nell'ombra. Questa mostra, che comprende circa 500 oggetti tra amuleti, ex voto, attrezzi agricoli, veicoli di trasporto, strumenti musicali e giocattoli, si propone di tracciare la più autentica storia vissuta dal popolo italiano.

Sotto la curatela di Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei, e Andrea Viliani, responsabile del MUCIV, e con il contributo di un team multidisciplinare, l'allestimento è stato concepito per essere pienamente accessibile sotto ogni aspetto: fisico, sensoriale, cognitivo, relazionale e simbolico. L'esposizione esplora le connessioni intrinseche tra fiabe, arti e tradizioni popolari, utilizzandole come una struttura narrativa capace di offrire una lettura simbolica del nostro passato e del nostro presente, dalla società agropastorale a quella industriale e post-industriale. L'ispirazione deriva dalla celebre affermazione di Italo Calvino, secondo cui \"le fiabe sono vere\" in quanto connettono il mitico al quotidiano, l'individuale al collettivo, il naturale al culturale, permettendoci di comprendere meglio la realtà che ci circonda.

La mostra, che si concluderà a marzo del prossimo anno, non è solo un'esposizione, ma un vero e proprio manifesto culturale. Ridefinisce il ruolo del Museo, trasformandolo in un laboratorio di incontro e confronto, un'esperienza inclusiva e plurale, aperta alla trasformazione e alla partecipazione, abbattendo ogni barriera. Un investimento significativo di 300 milioni di euro, derivante dal PNRR, è stato destinato alla rimozione delle barriere architettoniche e percettive nei musei, biblioteche e archivi, come evidenziato da Osanna. I visitatori avranno l'opportunità di immergersi nelle avventure di Elio, il protagonista di una nuova fiaba di Elena Zagaglia, che li guiderà nell'incontro con il \"diverso\" e il \"meraviglioso\", trasformando la paura dell'ignoto in un'opportunità di crescita e consapevolezza. Inoltre, l'iniziativa invita attivamente il pubblico a contribuire con i propri oggetti e ricordi, trasformando le \"storie ancora da raccontare\" in \"tradizioni viventi\", ribadendo l'idea del poeta francese Paul Valéry che \"In principio era la Favola. E vi sarà sempre.\"

Questa iniziativa del MUCIV a Roma rappresenta un modello esemplare di come le istituzioni culturali possano innovare per diventare spazi inclusivi e partecipativi. L'accento sull'accessibilità e sull'interazione con il pubblico, unito alla valorizzazione di un patrimonio culturale spesso trascurato, dimostra un profondo impegno verso la democratizzazione della cultura. L'idea di trasformare il museo da semplice contenitore di oggetti a laboratorio vivente di storie e tradizioni è una strada fondamentale per connettere il passato al presente, rendendo la cultura un motore di consapevolezza e crescita collettiva in un'epoca di rapidi cambiamenti. È un invito a riscoprire le radici della propria identità attraverso il filtro incantato delle fiabe, riconoscendo in esse la verità della nostra storia.